dicono di me
dicono di me
Mi sembra di aver letto non uno ma tanti libri, uno per ciascun racconto... Ogni volta che ho terminato un capitolo ho dovuto chiudere il libro per lasciar fluire pensieri e reminiscenze che si erano impigliati nelle tue parole - NICOLA B.
Mi è piaciuto molto, certo per il contenuto ma in particolare per il modo in cui è scritto: gli esperimenti di scrittura e soprattutto la sottile ma pungente ironia che spesso fa da sottofondo alle varie situazioni. Spesso ho sorriso e condiviso le tue battute, come mi è successo solamente leggendo il Giovane Holden - DANIELA B.
Il romanzo prende il via da un terribile quanto sintomatico esempio di male gaze e di oggettificazione della donna (...) La sintassi infatti a livello macrotestuale è estremamente problematica (...) non c'è dunque nessuna consapevolezza dei tempi della narrazione e l'autore passa dal passato remoto al presente senza apparente motivo. Poi la storia procede tra una scena cringe e l'altra (...) Cerco sempre di trovare qualcosa di buono in quello che leggo, ma in questo testo proprio non c'è niente che valga la pena di essere letto né tantomeno ricordato - ANONIMO, SELEZIONE TORNEO IO SCRITTORE
Mi limito a sottolineare come l'autore violi con coraggio tutte le regole esistenti nella lingua italiana! - ANONIMO, SELEZIONE TORNEO IO SCRITTORE
Toulose, stazione di Matabiau. Seduta su uno sgabellone insieme ad una varietà di persone; un ragazzo al pianoforte che suona passando da Chopin al jazz. In questo scenario ci sono entrati un paio di tuoi racconti. Un momento molto bello - VALENTINA R.
Un libro che, per come è scritto, si legge tutto d’un fiato, ma che per la criticità con la quale affronta il difficile problema dell’identità degli italiani, invita a fermarsi e a riflettere. “Una repubblica all’italiana” va a colmare un vuoto importante nell’editoria, per tutti quelli che hanno a cuore lo sviluppo sociale delle nostre coscienze. - RINALDO R.
Il libro si configura come un’analisi originale della storia italiana degli ultimi quarant’anni, letta attraverso l’intreccio tra cronaca politica, economica e giudiziaria e la rappresentazione offerta dal cinema nazionale. L’autore propone infatti una lettura parallela tra eventi storici e produzione cinematografica, individuando nel linguaggio filmico uno strumento capace di riflettere trasformazioni sociali, culturali e politiche del Paese. Attraverso questa prospettiva, il cinema viene interpretato come una sorta di specchio della società, in grado di restituire immagini e narrazioni utili a comprendere i cambiamenti dei costumi, delle dinamiche sociali e delle criticità del sistema civile italiano. - JULIAN Z.
Saggio di lettura agevole come un romanzo, ma estremamente rigoroso. Gli Italiani, ancor prima che l'Italia, dalla caduta del fascismo all'inizio degli anni '80: chi erano e chi sono diventati. Il racconto è scandito da una serie di film che fotografano determinati momenti storici, che mi sono andato a rivedere con piacere. Un libro importante per comprendere il presente - ANDREA G.